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Discarica di Spinetta: gli alessandrini restano ancora senza risposte

Martedì 15 Luglio scorso, si è svolto il Consiglio Comunale al cui interno è stata data lettura della relazione della Commissione temporanea e speciale di controllo sull’attività delle Partecipate. In particolare, ci si è soffermati sul caso ARAL – discarica “Cascina Guarasca”di Spinetta Marengo.

 

Il nostro consigliere Domenico di Filippo, Presidente della Commissione, ha illustrato nel dettaglio la sequenza dei fatti e il contenuto delle audizioni dei principali protagonisti della vicenda, messe a verbale.

In sintesi, l’indagine della Commissione di controllo ha portato a rilevare:

  • la violazione delle norme che vietano in quell’area la costruzione di un impianto per rifiuti inerti con capienza superiore ai 100.000 m3, senza precedente valutazione dell’impatto ambientale;

  • l’eccesso di delega rispetto al mandato ricevuto dall’assemblea dei soci, che imponeva, in caso di mancato ottenimento del permesso a costruire la discarica - tuttora non ancora disponibile – di garantire che ARAL non dovesse sopportare oneri o spese alcuni;

  • una successione di contratti che non hanno tutelato l’azienda dal danno patrimoniale, procurato infatti ad ARAL e, in pratica, al Comune di Alessandria, quantificato in 572.000 Euro. La cifra corrisponde alla caparra confirmatoria trattenuta dal proprietario del terreno, Bolla S.r.l., a seguito delle clausole contenute nei contratti successivi al primo; il danno erariale rilevato, ha reso necessario che il Presidente della Commissione, presentasse (in data 15 maggio 2014), quattro esposti: alla Procura della Repubblica di Alessandria, alla Procura della Corte dei Conti, al comando dei Carabinieri N.O.E. ed al Comando provinciale della Guardia di Finanza;

  • l’ulteriore danno patrimoniale derivante dall’impegno contrattuale a concedere a Bolla S.r.l., dopo almeno 10 anni (ed entro i 30) il riscatto del terreno rinaturalizzato (ripristino della condizione originaria di terreno agricolo) a spese di ARAL, al prezzo irrisorio di 10 mila Euro, da mantenere anche se il terreno fosse divenuto edificabile.

 

Le modalità di gestione dell’operazione seguite dalla dirigenza di ARAL (che abbiamo non senza stupore vista riconfermare in carica con il rinnovo del contratto) sono anche entrate in conflitto con la mission stessa dell’azienda, che, in quanto pubblica, deve assicurare un servizio ai comuni consorziati, nell’esclusivo interesse della popolazione.

 

Il business plan proposto nell’Assemblea dei Soci del 20/06/2010, come risulta dal verbale esaminato, prevedeva invece il conferimento di rifiuti provenienti dalle grandi opere che stavano per essere avviate, senza però tenere conto del danno che questa scelta commerciale avrebbe comportato per la qualità della vita in primo luogo nel territorio della Fraschetta, ma esteso all’intero territorio Alessandrino, che il piano sembrava destinare alla funzione di una sorta di "pattumiera del Nord Italia".

 

Al termine della relazione, inoltre, è intervento il Capogruppo del M5S, Angelo Malerba, ponendo precise domande al Sindaco Rita Rossa sul progetto che, ha sottolineato con sdegno, “prevedeva di realizzare una discarica sopraalla piùimportante riserva idrica del Piemonte" .

 

È stato chiesto al Sindaco: come pensa di recuperare la somma investita (572.000 euro)? Con quali azioni specifiche? Chi è il responsabile individuato contro cui agire? Senza trascurare di ricordare al Sindaco e alla Giunta come il denaro perso non fosse di proprietà di ARAL, bensì “dei cittadini di Alessandria”.

 

Altra domanda posta direttamente riguardava la fideiussione per la cava. Il Sindaco era venuto a conoscenza dell’esistenza effettiva di tale fideiussione? Ci sarebbe? Non ci sarebbe?

 

Quindi è stato toccato l’aspetto dei costi e delle modalità individuate per la rinaturalizzazione del terreno della cava; saranno anche questi a carico di noi cittadini?

 

Il dibattito è stato chiuso dal Sindaco senza dare risposta ai quesiti, se non quella di attribuire all’intervento di Malerba toni troppo accesi e conflittuali, tesi a minare la serenità del dibattito consiliare.

Francamente, ci chiediamo: quale dibattito, se le domande non hanno avuto risposta e il Sindaco ha parlato d’altro, anziché rassicurare gli alessandrini sulla volontà di tutelarne interessi già gravemente compromessi?

 

Rita Rossa ha però replicato con sicurezza che è stata l’ Amministrazione a bloccare la discarica.

Peccato che sai stato solo grazie al lavoro dell'opposizione che si è giunti fino a questo risultato. Infatti il progetto è stato bloccato in Commissione territorio dall’altro nostro consigliere Andrea Cammalleri, che, resosi conto della gravità della situazione, ha fatto mancare il numero legale per prendere tempo, indagare ed informare i cittadini.

 

Secondo noi Movimento 5 Stelle, il rispetto dovuto agli alessandrini da parte del loro Primo cittadino, passa proprio attraverso la trasparenza delle azioni e delle comunicazioni. Specialmente, come in questo caso, di quelle che riguardano il suo ruolo di tutore e garante della legalità e del bene pubblico, inteso sia come patrimonio, che come salute e benessere della collettività di cui il Sindaco Rossa è espressione.

 

Restiamo in attesa delle risposte, come M5S e come alessandrini.

 

Alessandria, 18/07/2014

Movimento 5 Stelle Alessandria

 

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